REDBIO México 2010

Simposio: Biotecnolog’a y Propiedad Intelectual
Responsable: Dra. Teodora Zamudio


Propiedad intelectual y recursos biol—gicos: Una mirada desde la posici—n europea

DRA. VITULIA IVONE

Universidad de Salerno, Italia. ITALIA.

RESUMEN (ABSTRACT)
PROPIEDAD INTELECTUAL Y RECURSOS BIOLîGICOS: UNA MIRADA DESDE LA POSICIîN EUROPEA DRA. VITULIA IVONE Come affermato dalla Convenzione sulla diversitˆ biologica, tre sono gli obiettivi significativi in tema di proprietˆ intellettuale: la conservazione della biodiversitˆ, lÕuso sostenibile delle sue componenti e la ripartizione giusta ed equa dei benefici derivanti dallÕutilizzo delle risorse genetiche. Almeno formalmente, questi tre obiettivi sono posti sullo stesso piano ed hanno carattere interdipendente. Tuttavia, tali scopi sono intimamente legati allÕaccoglimento di superiori principi informatori, ossia quelli dellÕinteresse comune dellÕumanitˆ, dello sviluppo sostenibile e della giustizia ed equitˆ nelle relazioni tra Stati. Tali sono i principi generali posti dalla Convenzione: la specificazione di essi e lÕeffettivo rispetto sono demandati alle legislazioni nazionali o, in assenza di queste, allÕautonomia privata. Ma possiamo davvero dire che essa stabilisca un mero obbligo di risultato (il trasferimento della tecnologia) a cui le Parti devono attenersi secondo il principio di buona fede e diligenza? Cosa pensare dei mezzi dai Paesi utilizzati perchŽ pi� idonei allo scopo? Quale controllo su questi? La posizione della Comunitˆ europea sul punto � la seguente: essa consiste nellÕincoraggiare lÕutilizzazione del meccanismo finanziario stabilito dalla Convenzione per facilitare il trasferimento dei diritti di proprietˆ intellettuale detenuti dagli operatori europei, in particolare per quanto concerne le licenze, garantendo nello stesso tempo una protezione adeguata ed efficace dei suddetti diritti di proprietˆ. Tale affermazione attesta la flessibilitˆ della Convenzione dal momento che la Comunitˆ europea sostiene che lÕunico modo per salvaguardare lÕintegritˆ dei regimi di proprietˆ intellettuale consista nel trasferire ai Paesi meno sviluppati apposite risorse finanziarie reperite grazie al meccanismo delineato nellÕart.21 della Convenzione, risorse poi da destinare al pagamento delle licenze brevettuali. Appare evidente che tale posizione comunitaria Ð che attualmente vive un forte momento di riflessione al suo interno Ð risulti inaccettabile per i Paesi in via di sviluppo. Dunque, bisogna riflettere sulla difficile delimitazione della sfera applicativa del principio di sovranitˆ permanente e sul problema delle risorse condivise.


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